STRETTA AI CONTANTI: QUALCHE INDICAZIONE OPERATIVA

Il Decreto fiscale 2020 prevede un nuovo tetto alle movimentazioni di contante che viene ridotto da Euro 3.000,00 ad Euro 2.000,00 nel 2020 (dal 01/07/20), per poi  scendere ad Euro 1.000,00 negli anni successivi a partire dal 01/01/22.

Il legislatore vieta i trasferimenti di denaro contante o di titoli al portatore per un importo superiore alla soglia di legge, effettuati a qualsiasi titolo tra soggetti diversi.

Il nuovo limite vale per qualsiasi trasferimento di denaro, compresi, ad esempio, le donazioni ed i prestiti, anche tra parenti.

Si applicano, variando soltanto l’importo limite (che da € 2.999,99 scenderà ad € 1.999,99 a luglio 2020 e poi ad € 999,99 da gennaio 2021), gli stessi criteri oggi in vigore e che vengono chiariti dalla faq del MEF (http://www.dt.tesoro.it/it/faq/faq_prevenzione_reati_finanziari.html#faq_0063.html), che analizza nello specifico alcuni comportamenti:

  • Prelievi dal proprio c/c di importo pari o superiore al limite: è possibile in quanto in quanto tale operatività non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi. Se il correntista è imprenditore è opportuno tenere i documenti giustificativi nel caso in cui prelievi superino i mille euro giornalieri e comunque i 5mila euro mensili, in quanto potrebbero dar luogo ad indagini finanziarie sui rapporti bancari intestati
  • Pagamento di una fattura di importo superiore al limite, parte in contanti e parte con bonifico/assegno: è possibile purché il trasferimento in contanti sia inferiore alla soglia (odierna) di Euro 3.000, a partire dalla quale è obbligatorio l’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili
  • Pagamento di una prestazione professionale di Euro 3.600 in contanti con 12 rate da Euro 300: non è ravvisabile la violazione nell’ipotesi in cui una pluralità di distinti pagamenti sia connaturata all’operazione stessa (ad es. contratto di somministrazione) ovvero sia la conseguenza di un preventivo accordo negoziale tra le parti (ad es. pagamento rateale). Quindi il contante è consentito se la suddivisione dell’ importo pari o superiore al limite è avvenuta a seguito di una contrattazione tra le parti in causa, di cui si possa avere prova quali, ad esempio, un contratto che preveda rateazioni o somministrazioni e che possa pertanto essere considerato come prassi commerciale. Ad esempio è lecito pagare una fattura sopra Euro 3.000 in contanti quando per accordo delle parti, riportato nella stessa fattura, i pagamenti devono avvenire a 30-60-90 giorni. I tre pagamenti, da eseguirsi scaglionati nel tempo, devono però essere singolarmente inferiori ad Euro 3.000.
  • Pagamento frazionato in contanti con una fattura differita: la norma si intende violata se una fornitura viene parzialmente pagata in contanti al ritiro della merce, per un importo inferiore ad Euro 3.000, ed il saldo venga poi effettuato sempre in contanti a fronte di una fattura differita emessa alla fine del mese per un totale finale che supera la soglia. Ciò che rileva ai fini del rispetto della normativa sulla limitazione del contante è il valore complessivo dell’operazione: frazionare un pagamento riferito ad un’operazione unitaria non vale ad escludere l’illecito.
  • Pagamento modello F24: i modelli di pagamento F24 per le imposte, che quando sono utilizzati dai privati per un importo superiore ad Euro 1.000 devono essere pagati tramite fisco on line o home banking, con divieto di utilizzare F24 cartacei.

Esempi (sulla base dell’attuale limite ad Euro 2.999,99):

  • Un privato effettua un prestito in favore di un amico per un importo pari a Euro 3.000. La somma è trasferita in contanti: operazione errata (il limite è Euro 2.999,99). Lo stesso dicasi in caso di finanziamento erogato da una società ad altra società infragruppo oppure nel caso di conferimento di denaro a fondo perduto da parte di un socio alla srl.
  • Un pensionato effettua un prelievo dal conto corrente bancario in contanti per Euro 3.000:  non c’è trasferimento tra soggetti diversi, perché il denaro resta al pensionato, quindi l’operazione è corretta. La banca, però, potrebbe essere indotta a segnalare l’operazione come sospetta se il soggetto effettuasse molte altre operazioni (prelievo e versamento) in contanti.
  • Un padre eroga al figlio minorenne una somma in contanti di Euro 4.000 per sostenere spese all’estero per la frequenza di un corso di studi: comportamento non regolare.
  • Un locatario paga mensilmente Euro 600,00 relativamente ad contratto di locazione che prevede un corrispettivo di Euro 7.200,00 annui. Comportamento regolare: si può pagare mensilmente in contanti senza incorrere in sanzioni.
  • Pagamento di stipendi a propri dipendenti effettuati con due acconti in contanti nello stesso mese, ciascuno inferiore alla soglia di Euro mille: comportamento regolare fintantochè si rimane entro l’importo massimo (attualmente di Euro 2.999,99)

 

Sanzioni: nel caso in cui il trasferimento non in regola venga segnalato (dagli operatori obbligati al rispetto della disciplina antiriciclaggio) si incorre in una sanzione che va da Euro 3 mila a 50 mila, addirittura quintuplicata (quindi da Euro 15mila a 250 mila) per violazioni ai limiti del contante che eccedono Euro  250 mila.

N.B: A partire dal 1° settembre 2019 banche e intermediari devono inviare, entro il 15 del mese successivo, una comunicazione nel caso di movimentazioni in conto in contanti superiori ad Euro 10.000. Tale comunicazione deve essere trasmessa all’Unità di informazione finanziaria (UIF) con tutti i movimenti in entrata e in uscita per importi superiori ad Euro 10.000 anche se si supera il predetto tetto attraverso più operazioni singolarmente pari o superiori al limite.

 

 Alessandro Caldana

Dottore Commercialista e Revisore Legale