Procedure concorsuali e diritto di accesso agli atti

Tribunale di Vicenza, sez. fallimentare, decreto 24 maggio 2018

L’accesso agli atti delle procedure fallimentari è disciplinato dall’art. 90 L.F., il quale prevede che i creditori e i terzi possano prendere visione ed estrarre copia di atti e documenti previa autorizzazione del giudice delegato e sentito il curatore, a condizione che dimostrino d’essere portatori di uno specifico ed attuale interesse. Più intenso è invece il potere d’accesso del comitato dei creditori e dei suoi componenti, ai quali è riconosciuto il diritto di prendere visione di qualunque atto o documento contenuti nel fascicolo; analogo diritto, con la sola eccezione della relazione del curatore e degli atti eventualmente riservati su disposizione del giudice delegato, spetta anche al fallito.

Nella vicenda che si segnala, l’istanza di accesso è stata presentata da un terzo che si doleva d’esser stato illegittimamente escluso dalla partecipazione ad una vendita competitiva promossa, nella fase “ante omologa”, dal commissario giudiziale di un concordato preventivo liquidatorio; l’istanza era volta ad ottenere copia del relativo verbale d’asta, al fine di “poter valutare eventuali azioni legali”.

Il giudice delegato ha autorizzato de plano l’accesso all’atto, stante l’evidente sussistenza dei presupposti sostanziali per l’accoglimento dell’istanza: l’aspetto interessante della vicenda non sta però nell’esito della decisione, quanto piuttosto nel quomodo della stessa, e cioè nella procedura concretamente seguita per giungere ad essa. La richiesta d’accesso è stata infatti rivolta dal terzo non al cancelliere, vale a dire a colui che tiene e custodisce il fascicolo della procedura, bensì direttamente al commissario giudiziale, il quale ha poi “rimesso” al giudice delegato la decisione in ordine al suo accoglimento. Un percorso procedimentale improntato dunque a celerità ed immediatezza, probabilmente suggerito, quanto al terzo, dal timore di incorrere nella decadenza di cui all’art. 36 L.F., quanto al commissario giudiziale, dalla (condivisibile) volontà di rendersi comunque collaborativo nei confronti dell’istante.

Avv. Davide Gozzi